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Il punto di riferimento del cabaret italiano

PERCHE’ IL CABARET NON E’ SINONIMO DI COMICITA’

 

L’origine, l’etimologia e l’esatto significato

 

Anche se attualmente in Italia il Cabaret è sinonimo di: spettacolo comico e intrattenimento leggero, il suo significato è in realtà più ampio ed articolato, non essendo riconducibile solo al mero divertimento e alla possibilità di produrre sonore risate.

In origine il Cabaret identificava un piccolo locale solitamente adibito ad osteria e mescita di vini. Etimologicamente secondo la Treccani proviene dal medio oland. cabreta sua volta derivato dal piccardo camberete «cameretta». Quindi un luogo di ritrovo decisamente ristretto. 

Solo nel 1881 quando Rodolphe Salis, fonda a Parigi lo Chat Noir in Boulevard de Rochechouart 84, il Cabaret può affermarsi come una nuova forma di spettacolo. Il padre di questo particolare genere aveva infatti definito il nuovo locale: Cabaret Artistique. 

A differenza dei Café Chantant che imperavano ormai da un secolo offrendo mero intrattenimento, per la prima volta in unico locale notturno convergevano la bellezza e il fascino delle arti plastichefigurative e pittoriche ammirate nei café à décor soprattutto di Montmatre con la poesia, le canzoni e le rime musicate diffuse in particolar modo nei circoli artistici del Quartiere Latino. Allo Chat Noir e in tutti i locali che proposero Cabaret come il Mirliton di Aristide BruantLe Lapin Agile e Le Quat’z Arts lo spettacolo non era vissuto passivamente in platea ma in, uno scambio sinergico tra artisti e spettatori, che il più delle volte erano intellettuali appartenenti allo stesso mondo, l’Arte era in continuo movimento. Era possibile improvvisare, sperimentare, ricercare nuove forme espressive.

 

 

Il Cabaret delle origini era l’eclettismo artistico per eccellenza.

 

Si esibivano non solo attori ed improvvisatori ma anche poeti, cantanti, umoristi, vignettisti, disegnatori e pittori. Da antica tradizione francese un ruolo fondamentale rivestivano i chansonnier, i cantastorie, padri dei nostri futuri cantautori. Tra tutti Aristide Bruant passato alla storia non solo per le sue qualità artistiche ma anche per essere stato immortalato nella famosa locandina di Henri de Toulouse-Lautrec in tabarro nero e sciarpa rossa. Proprio per questo un sottile filo rosso lega il Cabaret delle origini alle ironiche parodie musicate di Cochi e Renato e Jannacci fino al Teatro canzone che con Giorgio Gaber ha trovato in Italia la sua massima espressione. Ma anche e soprattutto per questo si possono apprezzare quei cabarettisti che ancora adesso non si limitano solo alla semplice comicità capace di esaurirsi nella risata di una battuta ad effetto ma cercano di sorprendere lo spettatore attraverso forme innovative, arrivando a far parlare anche il corpo, espressione molto inusuale nel teatro italiano ancora molto recitato e privo di una autentica fisicità.

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