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FRODI ASSICURATIVE: IL FURTO IMPERFETTO

Puoi pianificare una frode nei minimi dettagli ma basta sbagliarne solo uno per far crollare l’intera finzione.


Jurij Re Cecconi JRC
, nato a Milano negli anni settanta con un passato nelle forze speciali e nella Close Protection di alto livello, è titolare dell’Agenzia Ricerche Investigative E Sicurezza ARIES, divisione investigativa del Gruppo HSG, da lui fondata nel maggio del 2007 con sedi a Milano, Roma, Torino e Genova. Accreditato fiduciario di primarie Compagnie Assicurative, ci racconta uno dei casi più emblematici affrontati nel suo primo decennio di attività.

 

Il caso. Una nota Compagnia Assicurativa Internazionale richiede l’intervento dell’agenzia investigativa per indagare sul furto sospetto di sofisticati congegni tecnologici del valore di circa €80.000, sottratti una notte di fine estate all’interno della stessa azienda tecnica che li produce e commercializza.

 

LE INDAGINI

L’analisi documentale. Come sempre l’attività investigativa inizia con l’analisi sistematica di tutta la documentazione fornita dalla mandante. L’aspetto che da subito desta molte perplessità è la richiesta, pervenuta da parte della società assicurata, di raddoppiare il massimale per il furto dei beni contenuti all’interno dei locali, soprattutto perché viene avanzata nel corso di vigenza della polizza senza offrire una valida motivazione all’agente assicurativo che, comunque, la concede senza l’autorizzazione della direzione. Queste sostanziali modifiche economiche delle garanzie dirette devono sempre essere valutate con molta attenzione perché possono sempre essere foriere di potenziali tentativi fraudolenti.

Il Racconto. Conclusa l’analisi documentale incontriamo l’Amministratore Delegato e il personale della società per sentire dalla viva voce dei protagonisti come è stato perpetrato il furto. Il legale rappresentante racconta di aver ricevuto nel cuore della notte del 30 agosto degli allert sul telefonino inviati dal sistema di protezione. Prima da quello interno, poi da quello esterno. Nell’arco di nemmeno ventotto minuti dal primo avviso si precipita in azienda per verificare se fosse un falso allarme, come già molte altre volte era capitato, oppure se ignoti si fossero effettivamente introdotti all’interno dell’azienda. Dopo essere entrato nel cancello ed aver perlustrato l’intero perimetro del sito produttivo, si accorge che l’anta di sinistra della finestrella del seminterrato, utilizzato come magazzino dei semilavorati e dei prodotti finiti, è stata scheggiata da un colpo. Preoccupato da questa scoperta preferisce chiamare le forze dell’ordine per non dover entrare da solo ad ispezionare l’intero edificio col rischio di trovare ancora i malfattori all’interno. Al termine dell’ispezione, dopo aver disattivato l’allarme, segue gli agenti al commissariato per denunciare il furto riservandosi di produrre in seguito la lista completa dei prodotti sottratti che consegna solo il 10 settembre, quando segnala il furto all’assicurazione, aprendo la pratica di rimborso attraverso il suo agente assicurativo.

Conclusa l’esposizione non possiamo non chiedere, come prima domanda, perché prima delle vacanze estive, a soli due mesi dall’evento, il massimale per il furto dei beni contenuti nei locali è stato innalzato da €150.000 a €300.000. La risposta è tanto credibile da sembrare il risultato di un’attenta e ponderata valutazione: l’aumento si è reso necessario a causa del trasloco di molte apparecchiature dalla filiale secondaria in fase di chiusura, in vista del trasferimento dell’intera struttura produttiva nella nuova sede molto più capiente.

 

Il Sopralluogo. Chiarito l’aspetto principale procediamo ad ispezionare i locali dove sarebbe avvenuto il furto secondo le modalità illustrate. L’azienda occupa una palazzina nell’estrema periferia di una grande città all’interno di un contesto abitativo e non industriale, pertanto, il luogo risulta presidiato dalla continua presenza dei residenti. Il solido portone di ingresso in doppio vetro contornato da una resistente cornice di metallo, posto subito dopo il cancello in ferro battuto, presenta dei segni solo verso l’interno ma sono datati e chiaramente non riconducibile all’evento denunciato. Sul cancello, il portone e le finestre non si riscontrano segni di effrazione.

Le telecamere di sorveglianza sono state oscurate con dello spray blu. Le sirene di allarme dell’antifurto esterno sono inspiegabilmente coperte dalla schiuma, solitamente utilizzata dai ladri per disattivare qualsiasi segnalazione acustica. Solo che in questo caso l’eventuale avviso di intrusione è notificato dall’impianto antifurto direttamente sui telefonini delle persone deputate alla tutela e alla protezione dei beni aziendali. Proseguendo nella visita ispettiva l’elemento che attrae subito la nostra attenzione è la finestrella del seminterrato, dove è ubicato il magazzino, dalla quale sarebbero passati i ladri. Munita di doppi vetri non blindati, appare subito troppo bassa per poter essere stata utilizzata dai malviventi al fine di trasferire molto del materiale successivamente dichiarato rubato.

Ma c’è un altro dettaglio che incomincia a far dubitare del furto…

Risulta visivamente scheggiato solo il vetro interno dell’anta di sinistra. Toccando con la mano il secondo vetro dall’esterno, questo risulta completamente integro e liscio su tutta la sua superficie. Dunque. Nonostante il vetro appaia frantumato è stato lesionato solo quello interno. Questo significa che il colpo è stato assestato dall’interno e non dall’esterno.

Ma non avrebbe alcun senso perché la finestrella, essendo dotata di maniglie prive di nottolino per la chiusura con le chiavi, avrebbe potuto essere benissimo aperta regolarmente. Ma questo dimostra anche che la finestrella non è stata forzata dall’esterno, pertanto, non c’è una sola apertura che abbia riportato segni di scasso. Ma non solo. I cartoni contenenti i componenti, posti sotto la finestrella del seminterrato sono immacolati sia nella conformazione sia nel colore e non sembrano aver riportato alcun segno di schiacciamento e logoramento. E comunque non sono stati spostati.

A questo punto è lecito domandarsi: da dove sono entrati i ladri? E quale percorso hanno utilizzato per trafugare il materiale?

L’ipotesi investigativa. Da questi interrogativi inevasi si ha sempre più l’impressione che il furto sia stato artatamente costruito a tavolino, configurando una simulazione di reato prevista dall’Art. 367 del Codice Penale con l’intento di richiedere il rimborso all’assicurazione, perpetrando così una frode assicurativa ai sensi dell’Art. 642 dello stesso Codice.

Basta proseguire fermamente con le indagini per avere le prime conferme all’ipotesi investigativa appena elaborata. Per dissipare ogni dubbio non resta che visionare le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza poste su ogni ingresso. Anche se sono state opportunamente oscurate possono comunque rivelare dei dettagli importanti. Chiediamo, pertanto, alla società assicurata di metterci a disposizione gli RVM, le Registrazioni Video Magnetiche. Nonostante l’amministratore delegato si impegni a contattare la società installatrice per ottenere le immagini, in realtà non è così tempestivo anche perché ritiene che rimangano archiviate per sei mesi. Constatando la scarsa collaborazione contattiamo direttamente la società detentrice dei filmati delle telecamere e scopriamo che le immagini sono archiviate solo per sei GG e non sei mesi. E guarda caso l’assicurazione viene a conoscenza del furto solo dopo 10 GG dall’evento, anche se il limite, in teoria perentorio, previsto dalle condizioni di polizza sarebbe al massimo di 3 GG. Ma non è finita! La fattura di acquisto dei semilavorati utilizzati per completare i congegni rubati risulta contraffatta come conferma la società venditrice, in quanto è sprovvista del logo e di alcuni dati fiscali fondamentali. Un chiaro falso materiale, sanzionato un tempo dal Codice Penale ma capace di perpetrare ancora i propri effetti se funzionale ad una frode assicurativa. La falsa fattura è stata rielaborata ad arte per aumentare il numero dei prodotti rubati, con il precipuo scopo di incrementare il valore del rimborso assicurativo.

A questo punto non resta che consultare le banche dati commerciali e le visure camerali che restituiscono un dato inequivocabile. La società assicurata versa da mesi in una situazione economica molto critica. Pur non avendo potresti e situazioni pregiudizievoli è considerata molto poco solvibile. Scopriamo così che sul mercato di riferimento la precaria situazione economica è nota a tal punto da aver già impedito la conclusione di alcune trattative avviate ormai da molto tempo. Anche perché il trucco del furto di prodotti tecnologici è stato già utilizzato come motivazione per procrastinare importanti consegne già concordate. I furti, gli incendi e i danneggiamenti di società ad un passo dal fallimento oppure in crisi finanziaria devono sempre destare molta attenzione, soprattutto, se prossimi all’inizio oppure alla fine della decorrenza di polizza oppure nell’immediatezza di modifiche sostanziali del contratto, come è avvenuto in questo caso col raddoppio del massimale di polizza per il furto del contenuto.

 

La Conclusione delle Indagini. Una volta raccolte tutte le informazioni emerse nel corso dell’indagine e stesa la prima bozza della relazione investigativa chiediamo un incontro con l’amministratore delegato, i consiglieri e i responsabili dei vari reparti interessati per esporre le incongruenze rilevate e le evidenti anomalie emerse in sede di indagine.

La resa. Dopo un’accesa e accalorata discussione tra tutti i protagonisti di questa vicenda, di comune accordo i consiglieri conferiscono mandato all’amministratore per rinunciare integralmente all’indennizzo, premurandosi di non specificare chiaramente i motivi. Ricevendo una formale rinuncia alle pretese indennitarie, la Compagnia Assicurativa ha così potuto chiudere il sinistro senza seguito, archiviando la pratica senza alcun esborso. Gli straordinari risultati conseguiti dall’antifrode non consentono solo di risparmiare ingenti somme ma contribuiscono a diffondere una corretta cultura assicurativa.

 

Immagine in copertina di 412Designs

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