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ESAME STRUMENTALE SUPERA CRITERIO VISIVO

ESAME STRUMENTALE SUPERA CRITERIO VISIVO. Rispetto al risarcimento dei postumi permanenti di una lesione, il criterio visivo utilizzato nell’esame obiettivo non può superare le evidenze che emergono dall’esame strumentale. Lo ha stabilito l’ordinanza n. 13292 pubblicata il 1° luglio 2020, dalla Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione.   

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Le motivazioni

Gli Ermellini, riprendendo una precedente sentenza della Cassazione (cfr. Cass. 26249/19), hanno ricordato che «in tema di risarcimento del danno da cd. micropermanente, la disposizione contenuta nel D.L. n. 1 del 2012, art. 32, comma 3 ter, conv., con modif., dalla L. n. 27 del 2012, costituisce non già una norma di tipo precettivo, ma una “norma in senso lato”, a cui può esser data un’interpretazione compatibile con l’art. 32 Cost., dovendo essa esser intesa nel senso che l’accertamento del danno alla persona deve essere condotto secondo una rigorosa criteriologia medico-legale, nel cui ambito, tuttavia, non sono precluse fonti di prova diverse dai referti di esami strumentali, i quali non sono l’unico mezzo utilizzabile ma si pongono in una posizione di fungibilità ed alternatività rispetto all’esame obiettivo (criterio visivo) e all’esame clinico».

Per la Suprema Corte l’esame obiettivo va affiancato a quello clinico ed ai dati strumentali in quanto il solo criterio visivo, in presenza di una frattura documentata, è insufficiente ad escludere la presenza di postumi permanenti.

Il caso

Il Tribunale di Torre Annunziata, quale Giudice d’appello chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di riforma della sentenza di primo grado emessa dal Giudice di Pace, aveva ridotto il risarcimento spettante alla vittima di un incidente stradale al solo danno temporaneo, in quanto il medico legale incaricato di eseguire la CTU, pur avendo riscontrato i postumi di una frattura (documentata dagli esami strumentali), non aveva accertato postumi permanenti invalidanti, dal momento che la periziata, all’epoca della visita cui la sottopose l’Ausiliario del Giudice (esame obiettivo), non aveva riferito alcun dolore, né aveva subito una diminuzione della mobilità dell’arto.

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