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UN RACCONTO GIALLO: LE CASE FANTASMA

Come scoprire danni inesistenti così perfetti da sembrare veri? Un racconto giallo: le case fantasma

“Il paesaggio in questo dipinto è così bello da sembrare vero, questo tramonto sulla scogliera è così intenso da sembrare dipinto”

Il profilo dell’investigatore assicurativo intervistato in questo numero. Decano degli investigatori assicurativi italiani, attualmente a capo dell’agenzia DLG, Loredano Duzzi alla fine degli anni novanta del secolo scorso ha rivoluzionato il settore delle investigazioni assicurative introducendo metodologie innovative e partecipando alla nascita dei primi uffici Antifrode, sorti all’interno delle Compagnie Assicurative più all’avanguardia.

Dopo più di vent’anni di professione non deve essere semplice trovare il caso più interessante da raccontare.

Sì è vero, però ho la possibilità di poter scegliere tra i tanti casi risolti. Per spiegare le insidie e i rischi insiti al rapporto speculare tra finzione e realtà, essenza vera delle frodi, le racconto il caso prospettato da una compagnia assicurativa in una torrida estate di qualche anno fa.

Partiamo alti. Molto interessante. Sentiamo.

Per mero scrupolo, prima di liquidare €250.000, il Direttore Sinistri di una compagnia assicurativa mi chiede di valutare un caso avvenuto in Francia apparentemente privo di irregolarità. Si tratta di un sinistro spettacolare. Durante i lavori di ristrutturazione di una palazzina, il braccio meccanico di una gru squarcia letteralmente il tetto appena rifatto. Nel fascicolo hanno tutto: la denuncia dell’assicurato, la richiesta danni del danneggiato, la perizia corredata da immagini a colori, e anche il verbale dei vigili del fuoco. Il danno è stato correttamente provato e da nessuno di questi documenti emergono evidenti anomalie, però…

Però?
Però qualcosa ancora non convince il Direttore Sinistri, e non solo per l’importo molto consistente.

Avendo ormai acquisito tutti i documenti necessari, formalmente ineccepibili, cosa lo induce a richiedere la sua collaborazione?

Le modalità dell’evento ed il fatto che in un sinistro estero ci siano troppi italiani che provengono, guarda caso, dalla stessa provincia, come il danneggiato e il responsabile civile. E poi proprio quel formalmente. Un avverbio pericoloso che in realtà può celare molti segreti.

 

A questo punto?

Gli chiedo una notte per studiare il caso. All’alba lo chiamo chiedendo di rimandare il pagamento fino a quando non abbia concluso le mie indagini sul posto. Avute le dovute rassicurazioni parto subito per recarmi sul teatro dell’evento. Anche se ormai abbiamo tanti strumenti per osservare a distanza strade, vie e abitazioni, nulla come il contatto diretto col territorio sa restituirti l’esatta percezione della realtà. Ci sono dettagli importantissimi allo sviluppo di una indagine che puoi cogliere solo vivendo la quotidianità di quei rioni, arrivando a respirare l’odore dei vicoli e il vociare dei palazzi popolari. La realtà riesce sempre ad offrire una moltitudine di informazioni inimmaginabili che la tecnologia non può ancora restituirci.

Da dove comincia le sue indagini? 

Cercando lo studio dell’avvocato che ha inviato la richiesta danni per avere alcuni chiarimenti preliminari. Poiché nessun stradario, anche virtuale, riesce ad indicarmi dove si trova Piazza del Soldato, sotto un sole cocente setaccio da solo le vie del centro senza giungere ad alcun risultato. Passando vicino una panetteria non riesco a resistere al profumo del pane appena sfornato e pranzo con una focaccia al rosmarino. Nemmeno il tempo di addentarla che la bonaria panettiera mi svela l’arcano. Con una encomiabile sintesi storica in paese chiamano Piazza del Soldato quella che in realtà adesso è Piazza Garibaldi perché al centro della piazza è rimasta una statua dai tempi del regime. Così mi affretto a raggiungere il numero 15 ma invece dello studio legale trovo un Caffè dimesso che ha conosciuto tempi migliori. Nessuno conosce l’avvocato anche solo di nome.

Questo corrobora i dubbi iniziali.

Sì, capisco che non vogliono farsi trovare. Quindi mi reco subito all’indirizzo della proprietaria della casa danneggiata in Francia che risiede sempre in paese, in Corso Italia 22.

Riesce a conferire con lei?

Sui citofoni il suo nome non c’è e non appare da nessuna parte. Chiedo informazioni ai passanti e ai residenti dello stabile ma nessuno la conosce. Dopo alcuni minuti di attesa, un ometto dalla folta chioma alla Little Tony con cappello richiama la mia attenzione. Con una giacca corta a scacchi da classico emigrante pronto a cantare Cuore Matto mi chiede perché sto cercando Antonietta Miranda. Ci siamo. Una volta conosciuti i motivi della mia presenza mi dice che è inutile perdere altro tempo perché la pratica è conclusa e sono ormai in procinto di liquidare il danno tanto che hanno già il codice IBAN. Queste parole suonano sibilline. A questo punto lo saluto cordialmente. Devo recarmi in comune per cercare finalmente dei riscontri oggettivi. Mi segue consigliandomi di lasciar perdere. Notando la mia perentoria reazione mi suggerisce di abbandonare il caso paventando non meglio specificati benefici attuali e vantaggi futuri. Lo prendo da parte e gli spiego come funziona il mio lavoro. Finalmente mi lascia libero.

In comune riesce a trovare le risposte che cerca? 

All’Ufficio Anagrafe c’è il secondo colpo di scena! Dopo laboriose ricerche mi confermano che Antonietta Miranda non è mai stata residente in quel comune. Gli mostro allora la copia della carta di identità che viene attentamente analizzata perché sembra originale. L’indirizzo e il comune coincidono con quanto dichiarato sulla richiesta danni. Poiché non riescono a capacitarsi dell’incongruenza verificano il numero del documento e scopriamo che quella carta di identità in realtà è appartenuta ad una anziana signora, ormai deceduta da quattro anni che, da sposata, ha sempre abitato in Corso Italia 22.

L’ennesima conferma.

Sì, mi sembra di essere il protagonista di un film ma il bello deve ancora arrivare. Raggiungo lo studio peritale che mi conferma l’autenticità del suo elaborato e la stima dei danni. Chiedo cosa significhi il codice 032 in calce all’elaborato e mi dicono che è il riferimento del perito che solitamente utilizzano in Francia.

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Almeno la perizia sembra regolare.

Sì ma voglio approfondire. Parto, quindi, alla volta della Francia per verificare i danni riportati dalla casa danneggiata e scopro che una macchina mi segue. Una volta arrivato, percorro avanti e indietro la via senza riuscire a trovare il numero.

L’assenza di riferimenti toponomastici sembra essere la cifra stilistica di questa frode.
Sì. Avendo compreso l’antifona decido di fermarmi nell’unico parcheggio disponibile, quanto più prossimo al presunto luogo dell’evento. Nemmeno il tempo di entrare e sorpresa! Chi trovo in piedi ad aspettarmi? Little Tony che adesso non ha davvero più voglia di scherzare. Dai consigli e le piacevoli allusioni ha deciso di passare direttamente alle minacce neanche troppo velate.

Vuole intralciare in tutti i modi le sue indagini?

Sì, ma dovendo arrendersi alla mia incorruttibilità e alla mia ferma volontà di arrivare a tutti  i costi ad accertare la verità, dopo accese discussioni preferisce confessare per far calare, una volta per tutte, il sipario sulla finzione abilmente architettata.

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Le racconta la verità?

Sì. Appena gli chiedo dove si trova la casa assicurata mi dice risoluto che non esiste ma che pretende comunque il risarcimento.

Come non esiste? E la perizia?

Tutto falso. Il perito ha lavorato su delle immagini fornite dallo stesso presunto danneggiato ma riconducibili ad un’altra casa, effettivamente danneggiata mesi prima in Provenza da un macchinario.

Il perito, quindi, non si è mai recato sul luogo dell’evento?

Mai! Il perito ha stimato i danni esclusivamente sulla scorta della documentazione prodotta dal danneggiato che per assicurarsi questa prestazione pare abbia sborsato ben quattromila euro. Una cifra incredibile ma nel computo totale ci può stare.

Chiede, quindi, spiegazioni al perito?

Sì, a questo punto voglio guardare negli occhi Codice 032 per chiedergli come ha potuto diventare complice di una frode tanto complessa non opponendo alcuna resistenza secondo i dettami della più semplice deontologia professionale. In un rigurgito di dignità mi confida che è tutto colpa dell’amore. Scapolo divorziato, mesi prima aveva iniziato a frequentare una bella donna, imparentata alla lontana con Little Tony che dopo qualche tempo gli ha proposto questo affare pulito.

Cosa non si fa per amore?

Probabilmente la ragazza era un’esca ma non lo sapremo mai. Comunque il perito non si è fatto problemi ad intascare quattromila euro chiusi dentro un sacchetto di brioche.

Ma anche il verbale dei Vigili del Fuoco francesi era falso?

Sì, anche quello. Anche se in questo caso si tratta di un falso materiale. Per fugare ogni dubbio e garantirsi un sicuro risarcimento dall’assicurazione hanno modificato un verbale originale commettendo, però, diversi errori. Perché le autorità contattate successivamente hanno confermato che sul verbale contraffatto compaiono dei macchinari non più in uso alle loro unità e il veicolo, in realtà, è attrezzato per cinque e non per sei persone come indicato. Le firme apposte in basso, invece, sono originali ma ad una attenta disamina risultano chiaramente fonte di un copia ed incolla.

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Come si conclude questa avvincente frode?

Scoperti tutti i dettagli la compagnia, oltre a non liquidare chiaramente il danno, sporge querela per frode assicurativa ex Art. 642 CP. Il perito inizialmente viene sospeso e poi radiato dall’albo quando, a distanza di tre anni, viene emessa la sentenza di condanna per tutti gli imputati. In dibattimento scopriamo che il sedicente danneggiato è affiliato ad una famiglia molto pericolosa che controlla parecchi traffici illegali.

Cosa insegna questa storia?

Che le frodi assicurative sono sempre in movimento e non bisogna mai arrendersi alle evidenze. Mai. Anche quando tutto sembra essere stato messo chiaramente nero su bianco. Anche perché se la realtà spesso supera l’immaginazione, come ci insegna Pirandello, avendo buona immaginazione si possono allestire le migliori frodi assicurative per garantirsi lauti risarcimenti.

Le frodi assicurative si tingono di giallo
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Immagine in copertina di Patrick Marty




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