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Italia prima in Europa per infortuni stradali

Perché su cento sinistri denunciati, in Danimarca lamenta lesioni fisiche solo il 5% dei danneggiati, in Polonia il 5,5%, il 6,8% in Norviegia, l’8% nel Regno Unito, il 9,8% in Germania, il 10% in Austria, Spagna e Francia e oltre il 22% in Italia. Italia prima in Europa per infortuni stradali.

 

BANDIERA ITALIANA

Il 22%! Significa che quasi un quarto dei danneggiati lamenta lesioni a seguito di un urto. Sul totale delle lesioni ben il 66% è rappresentato dalla distorsione del rachide cervicale, il comune colpo di frusta. Oltre la metà delle liquidazioni viene erogata per quello che è un fastidio sintomatico difficile da diagnosticare, impossibile da valutare correttamente. In Germania richiedono il risarcimento, per questa particolare lesione, solo il 40%, in Olanda il 35%, in Spagna il 15%, in Francia il 6%, in Norvegia il 5% e in Danimarca il 4.8%. Il 66% italiano come potrà mai conciliarsi a livello europeo con valori così modesti? Anche volendo contemplare l’infiltrazione della criminalità che gioca un ruolo determinante, questa situazione è figlia, quasi esclusivamente, di un diffuso malcostume esasperato in tempi di crisi dai tentativi speculativi.

DUE CAVALLI ROSSA

Prendiamo ad esempio i nostri cugini francesi che circolano su 39,4 milioni di veicoli provocando solo 1,7 milioni di sinistri per una spesa di 6,5 miliardi di euro, contro i 3,5 milioni di sinistri causati in Italia che ci costano €15.000.000.000. Più del doppio in entrambi i valori. Inspiegabile ma soprattutto inaccettabile. La Francia, inoltre, conta mediamente 200.000 feriti contro il milione italiano, cinque volte di meno. Un confronto impari per un paese omologo al nostro per consistenza, popolazione, progresso economico, scientifico e culturale. Impossibile non imputare questi dati anche allo scarso senso civico che sta mettendo sempre più in ginocchio il nostro sistema paese.

MR. OLIVIERO Articolo riproducibile citando la fonte

 



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